Oggi sono passati 20 anni esatti dalla morte dell’immenso attore Vincent Price, noto in particolare per i suoi ruoli da protagonista negli horror gotici prodotti dalla casa cinematografica britannica Hammer negli anni 60, come I vivi e i morti (1960), Il pozzo e il pendolo (1961), La città dei mostri (1963), I maghi del terrore (1963) e tanti altri.

Da tempo affetto da enfisema e morbo di Parkinson, Vincent Price si spegne all’età di 82 anni il 25 ottobre 1993 a Los Angeles, per un tumore al polmone di cui era malato da cinque anni.

Non volle che si celebrasse un rito funebre, venne quindi cremato e per sua volontà le sue ceneri vennero sparse nella costa di Malibù, assieme ad un cappello che usava per il giardinaggio. Un’altra sua volontà è stata quella di non voler ricevere fiori, ma fondi da donare alla galleria d’arte di cui ne era il fondatore.

Due giorni dopo la sua morte, il 27 ottobre 1993, su Italia 1 andò in onda il suo ultimo film Edward mani di forbice (1990), diretto da Tim Burton. Quest’ultimo è un suo grande fan da sempre. Tanto che nel 1982 Burton diresse il cortometraggio in stop-motion chiamato Vincent, dedicato proprio a Vincent Price.

Vincent Leonard Price nacque a St Louise il 27 maggio 1911, da famiglia benestante da generazioni. Sin da bambino coltiva la passione per la recitazione. Negli anni 20 girò l’Europa con la famiglia, appassionandosi profondamente all’arte. Studiò infatti storia dell’arte alla Yale University.

Approda in teatro negli anni 30 e si affermò come attore interpretando il Principe Albert nell’opera Victoria Regina nel dicembre 1935 a Broadway.

Nel cinema debuttò tre anni più tardi con Servizio di lusso. Durante la sua lunga carriera, nonostante sia apparso in film di vari generi, è stato consacrato come un’icona del genere horror, grazie alle straordinarie interpretazioni in classici di sempre come La maschera di cera (1953) che è stato il primo film in 3D della Warner Bros, l’eccellente L’esperimento del dottor K (1958), La casa dei fantasmi (1959) e tutti gli altri film prodotti dalla Hammer ispirati ai racconti di Edgar Allan Poe.

I suoi “must” arrivarono attorno ai sessant’anni.

Stiamo parlando di L’abominevole dottor Phibes (1971), seguito da Frustrazione (1972) e Oscar insanguinato (1973). Negli ultimi anni della sua carriera apparve anche in B-movie come Il villaggio delle streghe (1987) e Sbirri oltre la vita (1988), nel drammatico Le balene d’agosto (1987) al fianco di Bette Davis, e nel film d’azione diretto da Dennis Hopper Ore contate (1990).

Vincent Price ha avuto tre mogli: dalla prima, Edith Barrett, anche lei attrice, ha avuto il figlio Vincent Barrett Price. Da Mary Grant, nel 1962 è nata Victoria. Dall’ultima moglie, l’attrice australiana Coral Browne, essendosi sposati in tarda età non hanno avuto figli, ma vi fu un profondo legame tra i due, che si conobbero sul set di Oscar insanguinato, per poi sposarsi il 24 ottobre 1974.

Vincent Price, a 20 anni dalla sua scomparsa non è stato affatto dimenticato. I suoi film piacciono anche alle nuove generazioni e sicuramente verranno tramandati per sempre.

Eros Bosi

LaMeteora.info

LaMeteora.info

Visualizza tutti i post

LASCIA UN COMMENTO. SCRIVI QUELLO CHE PENSI

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.