La Canapa e le sue proprietà, una storia dimenticata

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Dalle sue fibre è stata stampata la prima bibbia di Gutemberg, è stata scritta la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti, sono state tessute le vele delle navi dei Fenici come quelle delle caravelle di Cristoforo Colombo.

Per secoli la canapa è stata trasformata in tessuti e corde, poi riciclata e riconvertita in carta.

Per la morbidezza, versatilità e lucentezza nessuno teneva testa alla canapa prodotta in Emilia Romagna. L’Italia era il secondo produttore europeo, e si è mantenuto tale fino alla metà del secolo scorso, per poi essere spazzato via di colpo dall’industria del petrolio, che ha seminato raffinerie di nailon e plastica, ciminiere dai prodotti dal prezzo imbattibile.

piantagione canapa

La canapa è di particolare importanza anche per l’uso farmaceutico, perché i suoi derivati aiutano a curare l’asma e il glaucoma.

Anche dai settori produttivi pesanti la canapa ha cominciato a essere apprezzata, come dalle industrie automobilistiche, dove si adopera per fare pannelli di truciolato che resistono bene al fuoco e hanno ottimi poteri isolanti, e poi ancora stuoie e mattoni.

 

NEL PASSATO

La canapa veniva utilizzata dagli sciiti e dai romani. I cinesi nel 1500 a.c. la utilizzavano per fare la carta.

Columella, l’agronomo di maggior prestigio di epoca romana, ha equiparato la canapa all’uso dei legumi.

I ricordi sull’utilizzo della canapa d’uso industriale in Italia risalgono dalla metà del 1800 fino a metà del 1900 dove per molte realtà la canapa ha avuto un grosso valore di carattere economico, sia per gli ettari che ne venivano coltivati che per un prodotti che veniva esportati in grande quantità all’estero. l’Italia era tra i produttori di canapa di migliore qualità a livello europeo.

La canapa veniva utilizzata per una filatura destinata a tessuti di moltissimi tipi, si partiva da una filatura raffinata per fare le camicie e altri capi di abbigliamento, fino alla lavorazione semi-industriale. Ne uscivano fuori tessuti molto forti che potevano essere utilizzati per trasportare oggetti anche molto pesanti. Una particolarità del tessuto di canapa è quella di rafforzarsi bagnandosi, così ci si facevano anche i tubi per l’acqua che utilizzavano i pompieri per spegnere gli incendi. Una delle cose più importanti che sono state fatte con la canapa sono le tende, che venivano utilizzati dai militari e dalla croce rossa, eccezionali come qualità e resistenza, arrivate fino ad oggi indenni e intatte. Le fibre di canapa hanno anche la proprietà di essere idrorepellenti.

 

LA CADUTA

Il periodo d’oro della canapa è stato tra 1850 al 1950. In seguito, negli anni subito successivi alla seconda guerra mondiale, la rivoluzione industriale ha portato rapidamente a individuare nuovi materiali, in particolare materiali di sintesi, portando così in svantaggio la canapa, che necessitava di molte ore di lavoro, mentre i materiali di sintesi avevano una grande competitività di carattere economico.

In combinata con questi aspetti di carattere economico anche le leggi proibizioniste hanno contribuito a decretare la fine della coltivazione della canapa, anche se in passato ha significato molto per l’economia dei popoli occidentali.

 

IL SUO RITORNO

Nel centro CRA, ente pubblico per la ricerca in capo agricolo, si effettuano sperimentazioni sull’utilizzo della pianta di canapa, con lo scopo di rendere disponibili per gli agricoltori italiani la possibilità di poter sfruttare questa risorsa, sia per ottenere contributi che l’Europa può fornire, sia perché il resto delle piantagioni rendono sempre meno. Ad esempio spesso i contadini son costretti a lasciare le pesche sugli alberi perché non vengono pagati a sufficienza per raccoglierle.

Secondo il centro CRA l’Italia potrebbe tornare il numero uno in Europa come produttore di canapa. Non ha neanche bisogno di acqua, o di additivi chimici come concimi e pesticidi per poter crescere.

piantagioni canapa

Potrebbe presto tornare alla ribalda perché a partire dal 1990 c’è stata a una spinta del consumatore e delle aziende a una maggiore attenzione all’eco-sostenibilità e ai prodotti naturali.

C’è anche chi ha presentato una proposta di legge per favorire nuovamente lo sviluppo di questa risorsa eco-sostenibile in Italia, come Francesco Ferrante, del Partito Democratico.

 

LA CANAPA NELL’EDILIZIA

La parte “legnosa” della canapa, costituita dal fusto della pianta, può essere trasformata per essere utilizzata nei pannelli o componenti per le automobili.

Attraverso la canapa è possibile ricavare anche mattoni. Il vantaggio dei mattoni di canapa è quello di riescire ad assorbire fino a 14 litri di acqua in 1 ora, rilasciando la giusta umidità quando il clima è troppo secco, rendendo l’abitazione fresca, risparmiando così circa il 40% dell’energia che ci vuole per riscaldare la casa.

 

LE PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

La canapa potrebbe essere utilizzata per ricavare olio dai semi, che ha caratteristiche salutistiche e alimentari eccellenti, e dal seme, dopo l’estrazione dell’olio, è possibile ricavare farina e derivati come fibre alimentari. E’ possibile ottenere dai semi di canapa una farina senza glutine.

Le proteine che contengono gli alimenti di canapa sono molto complete, simili a quelli della soia e al bianco d’uovo, utili soprattutto per i vegetariani che non consumano carne.

Fondamentale è la composizione in acidi grassi, la canapa è ricca di omega 3 e omega 6 che dagli esperti della nutrizione è considerata ideale nel ridurre i livelli do colesterolo nel sangue e trigliceridi, dunque di aiuto alle funzionalità cardiache.

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