L’estrema perversione della musica Pornogrind

Articolo letto: 259 volte

Tra i vari, distorti, sottogeneri del grindcore, il porno grind è univocamente considerato il più estremo.

Dai temi trattati alle strumentali, dai nomi delle band alle copertine degli album, nulla in questo genere elude il campo del bizzarro e del grottesco.

Nonostante la differenza tra grindcore e pornogrind sia abbastanza notevole, Natalie Purcell suggerisce nel suo Death Metal Music: The Passion and Politics of a Subculture che questa demarcazione sia in realtà solo d’apparenza.

 

 

L’origine del genere viene accreditato alla band teutonica GUT, che già dal 1991 spingeva un grindcore improntato su tematiche feticiste, come si può facilmente intuire dal nome della loro prima demo Drowned In Female Excrements.  Questo lavoro sarà il primo di diciannove, che faranno dei GUT una delle band più prolifiche non solo del loro ambiente, ma dell’intero panorama grindcore.

È da notare inoltre come questa band si sia evoluta nel tempo, spaziando e sperimentando fino ad arrivare a risultati che fuoriescono dalla normale routine grind, come ad esempio Gigolo Warfare.

 

https://www.youtube.com/watch?v=FKm_M_tAYu0

 

Sempre dalla Germania vengono i Cock and Ball Torture, il cui nome fa riferimento a certi (dolorosi) giochini sessuali praticati in ambito BDSM.

All’attivo dal ’98 con otto EP e tre album, i CBT si distinguono per delle strumentali pesantemente ispirate al death metal, farcite da un vocal che a buona ragione si può definire liquido.

La caratteristica peculiare di questa band è infatti un vocal gorgheggiato ed inframmezzato da, sempre acquosi, grugniti. L’ascolto prolungato diviene quindi un’esperienza a metà tra il death metal e il field recording nella piscina comunale.

Va però dato atto all’eccellente qualità di registrazione, riscontrabile soprattutto nei tre album: Opus(sy) VI (2000), Sadochismo (2002) ed Egoleech (2004).

 

https://www.youtube.com/watch?v=QdxScXolsJU

 

Sempre restando in tema CBT, dalla Russia arrivano i loro cugini: gli Scat Injection. Questa band, che molto probabilmente deve il suo stile in tutto e per tutto ai loro parenti tedeschi, si distingue anch’essa per un vocal composto da gorgoglii, gorgheggi e grugniti e per un comparto strumentale che attinge a piene mani dal death. Autori di una sola demo da cinque tracce, Cockoballizm. Il gruppo è fermo dal 2004.

 

https://www.youtube.com/watch?v=ks7pR5MdeNA

 

Formati poco tempo prima dei loro connazionali sopracitati, ma molto più prolifici di essi, gli Abominable Putridity hanno all’attivo due demo e due album, l’ultimo dei quali edito 3 anni fa.

La line-up è tutta al maschile: Andrew al basso, Vladimir ed Alex al microfono, ancora Alex alla batteria, Sergey e Serg alle chitarre.

Il suono degli Abominable Putridity è un classico suono grind: strumenti scatenati in un concerto duro e pesante, growl arrabbiato e un richiamo al death ogni qual volta le chitarre riescono a liberarsi dalla possente stretta della batteria.

Per quanto questa band sia più vicina al solito grind rispetto ad altri gruppi qui esaminati, non ci vuol molto a notare come il suo repertorio di immagini e concetti sia pienamente porno grind.

 

https://www.youtube.com/watch?v=NBPS_B2f_P4

 

 

Restando nelle aree più fredde d’Europa si incontrano i Torsofuck, band finlandese che fece il suo debutto nel 1999. Ora non più all’attivo, questo gruppo ha operato per dieci anni, esibendosi anche in alcuni live.

Il loro famoso full length Erotic Diarrhea Fantasy doveva essere seguito da As Semen Blends To Rot, di cui però vennero distrutte le copie, e da Scent Of A Dead Woman, di cui non ci sono più notizie dal 2011.

I temi più cari a questa band sembrano essere lo scat, la necrofilia e lo stupro in salsa varia ed eventuale, tanto che uno dei loro pezzi più iconici è sicuramente l’ironico Raped By Elephants, che narra le disavventure di uno sfortunato turista alle prese con la fauna africana.

 

https://www.youtube.com/watch?v=hsXo9_ZdcB4

 

Di tutt’altra pasta è fatta invece Puerkochino, one-man band messicana, in cui un tale “Mister Sadopig” se la canta e se la suona, regalandoci nel 2006 Porkattack, album in cui situazioni inverosimili, grufolati (cosa vi aspettavate da una band incentrata sul miglior animale?) ed orrendi quanto comici loop cybergrind si mischiano dando vita ad uno dei lavori più divertenti e peculiari del genere.

Porkattack può infatti vantare nella sua tracklist titoli come Bitch BusterNasty Bitches Bondages e Al’Coholic. Proprio quest’ultima traccia presenta una divertente introduzione in cui un losco figuro chiama un locale chiedendo di un certo “Al’Coholico”.

 

https://www.youtube.com/watch?v=oG58gPa8-z4

 

Salendo verso la tanta agognata frontiera, troviamo i Cesspool of Vermin, tre musicisti del North Carolina in pausa dal 2008, anno di uscita del loro primo album Beastial Necrophilia.

Questo album si distingue per un eccellente suono pulito, facente si che ogni strumento sia scandito in modo chiaro, cosa nel bene e nel male non comune nella maggior parte dei lavori porno grind.

In effetti, considerando che la stessa chiarezza si riscontra anche nei growl, tale gruppo si avvicina per certi aspetti molto più al death metal che al grind duro e puro.

 

https://www.youtube.com/watch?v=wm1gYMd_Ie4

 

Ultimi ma degni di nota in questa veloce carrellata pornogrind sono i Machete Dildo, dalla California.

Grazie al primo album, From Beyond (2014), questa giovane band si prospetta come una delle future speranze per questo genere tanto di nicchia. Quest’album è una piacevole sorpresa, a partire dall’affascinante copertina che gioca con sfumature di viola, rosso e nero.

La tracklist è un vortice di potenza che gira frenetico attraverso le 18 tracce che compongono l’album, interrotto solo dalle intro presenti in alcuni pezzi, alcune delle quali sono davvero gradevoli.

Dopo la calma apparente però, la batteria fa sfoggio di tutti i suoi muscoli, tempestando letteralmente l’ascoltatore, mentre la parte vocal è espressamente grind, farcita da un’abbondante dose di pig squealing.

Dal canto mio, spero che questa band possa portare un po’ d’aria fresca ad un genere dal panorama ancora molto, troppo ristretto.

 

https://www.youtube.com/watch?v=3xGknw6tiks

 

 

di Andrea Vescovo

Articoli consigliati