Il giornalista RAI Gianfranco De Turris ha collaborato con il killer Casseri

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Gianluca Casseri era dunque un povero pazzo, isolato e alienato dalla realtà? Questa è l’idea che si è cercato di far passare da parte dei vertici di Casapound, non ultimo Simone Di Stefano, che dell’organizzazione è vicepresidente, in occasione della sua ospitata a Pomeriggio Cinque.

Evidentemente non è così. Sono già un fatto di cronaca la sua collaborazione con Casapound, attestati i suoi assidui contributi sul forum di matrice neonazista Stormfront. E a questa rete di affiliazioni si accosta in queste ore un altro legame. Meno schierato politicamente ma, se possibile, più imbarazzante e pernicioso per le persone coinvolte.

La notizia, ancora in attesa di smentita, è quella che il giornalista Rai Gianfranco De Turris, attualmente collaboratore di Radio uno e già vicecaporedattore della redazione cultura, abbia intrattenuto stretti rapporti con lo stragista di Firenze. E questi rapporti non sarebbero limitati alla semplice amicizia, ma si spingerebbero più in là, nell’ambito di una più intensa collaborazione culturale.

Al diffondersi della notizia, Casapound lascia subito intendere che chiarire i legami fra il killer Casseri e quanti possano averlo sostenuto è un qualcosa di “squallido”, come affermato nel loro recente comunicato: “sinistra forcaiola mostra il suo vero volto” cercando di far passare come “attacco vile e immotivato” di “sinistra” la segnalazione del sito Articolo21 sui rapporti fra Casseri e il giornalista della Rai Gianfranco De Turris.

Scrive Annamaria Rivera su Micromega: “Non v’è impresa ‘culturale’ compiuta dallo stragista suicida (o suicidato?) che non lo veda in sua compagnia. Casseri e de Turris sono fianco a fianco nel Centro Studi La Runa (che ora, con scarso senso di rispetto per il defunto, ne ha cassato gli articoli). I due si scambiano i ruoli di relatore e moderatore in numerosi convegni e incontri di studio”. E l’uno, De Turris, scrive prefazioni o presentazioni alle opere dell’altro.
Resta del tutto da spiegare questo singolare intrigo che vede fianco a fianco uno stimato giornalista del servizio pubblico e l’uomo che, lo scorso 13 dicembre, ha fatto strage di senegalesi a Firenze.

di Dario Silvestri e Dario Lapenta

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