La Glitch Society e la nuova scena horror trap

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C’è una scena trap italiana fuori dai contesti mainstream. Utilizza croci rovesciate ed elementi estetici vicini al black metal, oltre che al punk. Si tratta della Glitch Society, composta dal duo Saor e NuHell.

Vengono entrambi dagli ambienti delle sottoculture. Christian, Saor in arte, ha un passato nel collettivo hip-hop romano Die Young. E’ nato a Lima nel 1990 e si è trasferito a Roma all’età di 6 anni. Sopravvive facendo il tatuatore da 8 anni e fa i graffiti da quando ne aveva quindici. L’esordio come solista avviene con la pubblicazione nel 2017 dell’album Don’t try this at Rome. NuHell si chiama Manuel e lavora a Cesena. Suona il basso e canta in gruppi punk hardcore.

Incontriamo Saor al noto pub romano Malatempora, punto di riferimento per metallari e amanti della musica estrema nel quartiere di San Lorenzo. E’ un habitué del locale e conosce chi lo frequenta. E’ vestito di nero e porta una maglietta di Burzum, one man band del controverso musicista Varg Vikernes, pioniere del black metal norvegese. Maglietta che indossa spesso anche nei suoi video musicali.

 

 

“Artisticamente sono cresciuto col punk hardcore, con gli skinhead di San Lorenzo a Roma”, dice. “La mentalità comune diffusa nella musica trap continua a non piacermi, per me è solo uno strumento per rappresentare l’underground che è il nostro mondo”.

Saor ha fondato la Glitch Society solo un anno fa, con l’idea di fare concerti. A luglio ci saranno le prime date date, sia a Roma che a Milano. I due artisti intendono rappresentare il lato oscuro della musica trap. Nei video delle canzoni vengono spesso utilizzati elementi estetici riconducibili a gruppi come Mayhem e Morbid Angel.

Il progetto è giovane, bisognerà vedere se i due artisti sceglieranno di rimanere fedeli a questo format non convenzionale per la trap italiana.

 

 

“sto investendo molto su questo progetto, quando mi alzo la mattina la prima cosa a cui penso è come fare soldi per produrre nuovi video e nuove registrazioni. Per realizzare quella che io definisco la scena horror della musica trap mi sono dato un tempo limite. Mi occuperò di questo fino ai 33 anni”, afferma Saor.

A chi segue o ha seguito o la scena death metal possono tornare alla mente le dichiarazioni di Glen Benton, musicista del noto gruppo anticristiano Deicide. Diversi anni fa affermò che quando avrebbe raggiunto i 33 anni si sarebbe
suicidato per avere una morte in antitesi a quella di Gesù Cristo. Glen Benton, come Saor, utilizza la voce come stumento di espressione artistica. Anche se quest’ultimo non ha mai alluso al suicidio e appartiene a una generazione completamente diversa, anche Saor intende portare alla luce una “scena horror”. All’interno della trap, in contrapposizione agli stereotipi che in Italia monopolizzano questo nuovo genere musicale.

 

 

Attualmente la Glitch Society sta lavorando a un EP dal titolo “Painkiller”, che verrà in parte prodotto dal noto producer romano Depha.

 

Saor NuHell verano crisantemi glitch society

Saor e NuHell al cimitero Verano di Roma per le riprese del video Crisantemi

 

 

 

Flae Dissa

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