Ecco i neonazisti di CasaPound: e ora provate a dire che non è antisemita e xenofoba

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Se il killer antisemita Gianluca Casseri era “solo un simpatizzante” lo stesso non si può dire di Nicola Zanobi, responsabile di Casapound Viterbo, e Ercole Marchionni “Namter” per gli amici, fondatore di Casapound Avezzano e responsabile del gruppo escursionistico “La Muvra”, fondato dallo stesso movimento. Due individui dichiaratamente neonazisti che CasaPound ha deciso di rendere responsabili di due diverse sezioni.

Nicola Zanobi, neonazista senza mezzi termini, confermato dal volto di Hitler che ha tatuato in pieno petto, assieme al sole nero (noto simbolo nazista) e il fascio littorio.

 

nicola zanobi responsabile cp viterbo - la meteora informa

Nicola Zanobi è divenuto noto nel 2007 quando, assieme ad altri camerati, esibì il saluto romano al funerale di Alessandro Palazzo, noncurante del rispetto verso i familiari del ragazzo, morto in un incidente stradale, strumentalizzando così il funerale per fare propaganda politica. Poi, nel 2009, viene imbrattato il centro storico di Viterbo con scritte di minacce contro l’attore Ascanio Celestini firmate “C. P. Viterbo”, sezione della quale Zanobi ricopre la carica di capo, come ha riportato Osservatorio Repressione.

 

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Ercole Marchionni detto Namter invece è fondatore di una one-man band NSBM (National Socialist Black Metal) attiva dal 1999, denominata “Gaszimmer” in italiano “Camera a Gas”, nel quale non nasconde minimamente le sue simpatie verso il nazismo e Adolf Hitler.

Nel testo della canzone titolata “odio” infatti si parla di “Dei pagani per la superiorità dell’essere, Zyclon B per la massa incapace”. Zyclon B era il gas che i nazisti utilizzavano nei campi di concentramento per sterminare i “subumani” nelle camere a gas. Nella canzone dal titolo “disciplina militiae” invece vengono pronunciate diverse frasi che parlano di un’ipotetica guerra contro il nemico ebraico.

In fine, l’album si conclude addirittura con l’inserimento dell’inno nazista in versione originale “Die Fahne Hoch“, uno dei più importanti del Terzo Reich, che divenne in seguito l’inno ufficiale del partito Nazional-Socialista di Hitler.

Ovviamente, anche in questo caso, i vertici di CPI da via Napoleone III di Roma hanno subito ordinato al portavoce avezzanese di CPI Marchionni di rimuovere immediatamente i video su youtube e ogni traccia che potesse smascherare il nesso fra l’ideologia antisemita e il movimento, come scritto in un comunicato rilasciato da Casapound Avezzano pubblicato da Indymedia abruzzo.

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Si tratta dunque di due individui dichiaratamente neonazisti ai quali il movimento di Casapound, che secondo i vertici non è di estrema destra, non è antisemita, non è xenofobo, ha attribuito il ruolo di responsabili di due differenti sezioni.

Ma i collegamenti con l’ideologia hitleriana e le simpatie verso il nazismo non finiscono qui. Addirittura nel libro edito da Rizzoli, recentemente scritto dall’avvocato penalista di CasaPound Domenico Di Tullio “Nessun Dolore, una storia di CasaPound” si parla positivamente di Hitler. Precisamente a pagina 22, dove la voce narrante del libro accosta se stesso alla figura di Hitler, positivamente intesa: “innocente e puro come un Adolph Hitler di periferia”. A farlo notare è un articolo pubblicato sul sito Rete ECO.

E’ bene ricordare inoltre i legami che Casapound ha avuto con gli SPQR Skins, promotori della sezione italiana Blood and Honour, noto gruppo neonazista di portata internazionale. Prima CasaPound occupa assieme a loro lo stabile di Colleverde a via Monte Bianco nel 2008, poi collaborano alla realizzazione di diversi concerti e eventi, come la “raccolta fondi per gli orfanotrofi sotto natale”, come lo stesso Iannone ha dichiarato mesi addietro.

E poi CasaPound parla di un “complotto contro di loro” atto a “screditare la loro immagine” e di “opera di disinformazione da parte dei media” ma a quanto pare è oramai troppo tardi per tentare di lavare i panni sporchi. I collegamenti fra CasaPound e l’ideologia antisemita e razzista sono oramai chiari, è oramai un dato di fatto che CasaPound accetti nel proprio movimento ideologie di questo tipo. E’ troppo tardi per chiedere “scusa” e tornare indietro.

di Dario Lapenta

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