In Belgio vietato all’estrema destra di chiamarsi “Fronte Nazionale”

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La giustizia belga ha definitivamente vietato al movimento di estrema destra di utilizzare il nome di “Fronte Nazionale”, su richiesta del FN francese.

La decisione di rompere le relazioni con il Fronte nazionale belga è stata presa a causa delle divisioni interne del partito, divenuto incapace di condurre una politica unitaria.

La Corte d’Appello di Liège ha confermato la sentenza di divieto al Fronte nazionale belga di utilizzare il nome, la sigla FN e il suo logo, impostando a 10mila euro al giorno la penale in caso di violazioni.

Questa manovra è stata guidata dal partito di Marine Le Pen, che ha voluto porre fine ad un’esperienza iniziata nel 1980 allo scopo di usufruire della popolarità di Jean-Marie Le Pen per portare un certo vantaggio al movimento belga.

Nonostante la mancanza di un leader carismatico, il FN belga, fondato nel 1985, era riuscito ad attirare fino a 8% degli elettori in Wallonie nel 1990.

Da allora la sua audience è scesa bruscamente, e ora ha solo pochi funzionari eletti a livello municipale. Lacerato da lotte e divisioni, l’FN Belga era suddiviso in vari gruppi in competizione, ognuno dei quali intento a cercare di prendere il potere dentro al partito.

La decisione della corte “significa che il FN belga non esiste e non esisterà più in Belgio. I suoi ultimi sostenitori e militanti sono stati condannati alla groupusculisation o al declino politico”, è qanto ha scritto l’Osservatorio belga sull’estrema destra, nel sito Resistances. Questa associazione aveva evidenziato in diverse indagini che l’ FN belga era composto anche da un piccolo gruppo “nazionale-solidarista” legato a dei movimenti dissidenti di estrema destra francesi, concorrenti e ostili al Fronte nazionale francese e alla sua presidenza.

DL

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