In un vecchio atto di diffida tutto il rancore di un comune affittuario napoletano per i diritti di proprietà

Nelle mie croniche spedizioni di ricerca e perlustrazione assieme all’amico Rocker Insane emerge di tutto: vecchi documenti di varia natura e fattispecie, che ho deciso di documentare consuetamente in questa rubrica.

Dall’ultima incursione (così, come piace chiamarle a noi n.d.a.) in orario chiusura al mercato delle pulci di Porta portese è emerso un documento scritto a mano da un padre di famiglia residente a Napoli. Un signore nato nel ’49 si esercita a scrivere un atto di diffida, a nome della sua famiglia, contro la proprietaria della casa che ha preso in locazione.

Dai testi dei fogli, ripiegati in una cartella e abbandonati da un rigattiere sul ciglio di un marciapiede, traspare quanto insidiante possa divenire l’argilloso mix tra bassezza culturale e disprezzo verso i diritti di proprietà.

Ne riporto di seguito la versione integrale, con dovuta censura di nomi e luoghi.

Atto di diffida

Il sottoscritto P. P. nato a S. Salvatore Telesino (Bn) il […]1949, residente in Napoli, via […], coniugato con A. L., nata a Napoli il […] 1946 e padre di due bambine fa presente quanto segue:

1) E’ conduttore di un quartino di appena 33mq sito in via … … n5 di proprietà della signora F. A. abitante in Vico San Matteo al Lavinaio n.[…] Napoli.

2) Con sentenza di sfratto del 22-2-84 il sottoscritto avrebbe dovuto lasciare l’appartamento suddetto, ma ha usufruito della proroga di legge per cui tutt’ora vive con la sua famiglia in tale quartino pagando mensilmente l’affitto che gli compete

3) Ciononostante la proprietaria – signora – F. A. ha ripetutamente telefonato intimando al sottoscritto, la sua moglie, di lasciare la casa immediatamente minacciando rappresaglie nei confronti di tutta la famiglia e dello stesso e insultando e infastidendo chi di loro risponde al telefono.

4) Date queste premesse temendo per l’incolumità sua, di sua moglie e dei suoi figli io sottoscritto diffida la succitata F. – o chi per essa – dal continuare a minacciare di violenza fisica la sua famiglia o comunque e in qualunque modo di importunarla, ritenendola sin da ora responsabile di qualsiasi attentato alla propria e loro integrità fisica o delle cose di sua proprietà.

Con osservanza P. P.

Napoli

Povera locatrice! Che strazio esigere il rispetto dei propri diritti di proprietà in Italia! La lettera è senza data, ma oggi come ieri (e il recente blocco degli sfratti perpetrato dal governo ne è esempio) affittare il proprio immobile è assurdamente e inutilmente rischioso.

E’ curiosa la naturalezza con la quale l’affittuario chiede (giustamente) di non arrecare danni alla prorietà che gli appartiene, mentre allo stesso tempo esige e perpetra il calpestamento dei diritti di proprietà dell’altro.

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