Intervista a “Er Donna” di Amore Tossico

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Amore Tossico di Claudio Caligari è un film neorealista che ha limpidamente raccontato senza censure una generazione perduta nel baratro della tossicodipendenza. Quella da eroina, negli anni ottanta. Uno dei motivi principali che ha reso celebre questo film è stata la scelta di adoperare – com’è noto – attori non professionisti che erano o erano stati realmente tossicodipendenti.

A distanza di trentacinque anni dall’uscita della pellicola e tre dalla morte del suo regista, Amore Tossico rimane indelebilmente nella storia del cinema e nell’immaginario collettivo dal quale traggono ispirazione innumerevoli artisti indipendenti e non.

Noi de l’Antikulturale abbiamo avuto modo di rintracciare e intervistare una figura “leggendaria” di questo film. Gianni Schettino, che oggi si fa chiamare Pamela, ha interpretato il personaggio di “Er Donna” in Amore Tossico nella famosa scena in cui la trans si avvicina alle suore chiedendo “Sorella, la prego, me spieghi lei… perché me piace così tanto er cazzo?”.

 

 

Ci incontriamo nel quartiere romano della Garbatella, nella piazza di sant’Eurosia, a due passi dalla Cristoforo Colombo. Ci sono bambini che corrono e anziani che giocano a carte. Ci sediamo su una panchina difronte a una chiesa. Er Donna si accende una sigaretta, vorrebbe offrirmene una ma rifiuto, dicendole che ho smesso di fumare da un po’. Mi chiede, in modo piuttosto spontaneo, come ho fatto a smettere di fumare. “Ho smesso con l’eroina e con la cocaina”, dice. “Ma con le sigarette non riesco proprio a smettere”.

 

Pamela, cominciamo proprio da questo. E’ vero, come qualcuno ha scritto in rete, che ad alcuni attori di Amore Tossico è capitato di andare in crisi di astinenza durante le riprese?

Si, a volte capitava. In rete hanno anche scritto che nelle scene dove ci si bucava, gli attori si iniettavano eroina per davvero. Le scene erano certamente vere, anche quella dove schizzano il sangue sulla parete. Durante quelle riprese c’era un medico. Ma non si facevano veramente, in quel periodo avevano smesso quasi tutti, chi da poco e chi da più tempo. E’ comunque successo che durante le riprese qualcuno fosse colpito dai sintomi dell’astinenza.

 

Molti degli attori sono morti. Chi è rimasto ancora vivo?

Sono rimasti solo Michela Mioni ed Enzo Di Benedetto.

 

Siete rimasti in contatto dopo l’uscita del film?

Il fatto di aver recitato in questo film ci ha sicuramente legato molto. Con Michela Mioni ci sentiamo, ci siamo sentite anche questa mattina. Lei dopo Amore Tossico ricevette altre proposte, rifiutò di fare una parte nel film La Piovra (1984, Michele Placido e Barbara De Rossi). Sarebbe dovuta andare in Sicilia per tre mesi per le riprese. Mi ricordo che le proposero anche lì di fare la tossica. In quel periodo Cesare stava male, stava per morire (malato di aids ndr).

Cesare non l’ho più visto dopo le riprese. Invece Ciopper (Roberto Stani ndr) lo ho rivisto, mi è venuto a trovare a casa quindici anni dopo. E’ morto nel 2011. Enzo invece ha dimenticato tutto e dopo Amore Tossico non ha voluto fare più niente. Dopo quel film non si è proprio più visto. E’ originario di Ostia ma ora vive in Sardegna da diversi anni, dove una volta andò in vacanza e conobbe una ragazza della quale si è innamorato. Si è sposato ed ha un figlio.

 

Alcuni attori, al tempo, ebbero dei guai giudiziari. E’ vero?

Michela è stata arrestata poco dopo l’uscita del film. Era finita su tutti i giornali, che titolavano “arrestata la protagonista del film Amore Tossico”. Alcuni scrivevano che era una trovata per pubblicizzare il film ma era tutto vero.

 

michela mioni amore tossico arresto

L’arresto di Michela Mioni, articolo di giornale dal sito theitaliangame.tumblr.com

 

Perchè secondo te Caligari ha scelto di girare Amore Tossico?

E’ un film che voleva fare da tanto tempo. Nessuno credeva che Amore Tossico avrebbe avuto tutto questo successo. Tant’è che nessuno di noi si pose il problema di firmare i diritti. Ci chiedevamo, “ma chi lo vedrà? boh!”. Invece è stato un film che è rimasto nella storia. A mio parere è riuscito di più di altri film sulla droga, come Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (celebre film su tossicodipendenza ndr), che in certi punti ho trovato anche noioso. Caligari al tempo non era conosciuto, come anche tutti gli attori. Ma quando il film uscì, i giornali cominciarono a parlarne. Anche in tv, sulla Rai.

 

backstage di Amore Tossico scena delle suore

Backstage di Amore Tossico. Stazione Termini, Roma. 

 

Com’è che hai conosciuto Claudio Caligari?

Sapevo che cercavano una donna per girare alcune scene di prostituzione. Dopo alcuni provini Claudio decise di scegliermi. Sapevo che nel film voleva farmi fare una scena in cui ero a battere sul marciapidere. Mi ha spiegato solo in generale, io ero tutta pippata quindi figurati se potevo capire qualcosa! (ride ndr).

 

Al tempo quanti anni avevi?

Quando ho recitato in Amore Tossico avevo 25 anni, ora ne ho 61.

 

Pamela Schettino

Pamela Schettino, 2017.

 

Quanto riguarda la famosa scena delle suore, è stata spontanea o costruita?

Quando hanno girato quella scena Caligari ha voluto farmi mettere una parrucca orrenda. Avevo dei bellissimi capelli scuri, naturali. Non è stato difficile farla. E’ stata spontanea. Eravamo dentro alla Stazione Termini, era mattino. C’erano tante persone, donne, famiglie, bambini. Allora a un certo punto mi sono fermata e ho chiesto di far allontanare almeno i bambini.

 

Sei orgogliosa di aver preso parte a questo film?

Prima no, oggi si. Fino gli anni 90 non ne andavo orgogliosa. Poi ho notato che molte persone hanno cominciato a parlarne, anche di un certo rilievo. Italo Moscati, che è un grande critico cinematografico ne ha parlato molto bene.

Una notte di natale che stavo a pezzi, poco tempo dopo l’uscita del film, avevo staccato i telefoni perchè non volevo sentire nessuno. Accendo la tv e stavano trasmettendo un servizio televisivo in cui facevano vedere alcuni pezzi di Mamma Roma di Pasolini per descrivere alcuni vissuti generazionali di quegli anni. E subito dopo fecero vedere la scena delle suore di Amore Tossico, per descrivere la generazione degli anni 80. C’erano dei giornalisti che ne parlavano ma io avevo preso delle pasticche e non ho capito nulla di quello che hanno detto.

 

Com’era la tua vita ai tempi di Amore Tossico?

A quel tempo abitavo e lavoravo a via Veneto. Facevo le marchette. Con la prostituzione guadagnavo tre milioni di lire a sera, perchè trovavo sempre il pollo. Non sono di Ostia e non sono mai stata su quei marciapiedi come alcuni scrivono.

 

Guadagnavi più in quel modo che come attrice?

Facevo più soldi con la prostituzione che col cinema… col cinema si poteva guadagnare ma dovevi lavorare tantissimo. Per Amore Tossico non credere che mi abbiano dato tanti soldi, ho preso circa due milioni di lire. A Debora (Fernando Arcangeli ndr) hanno dato 1 milione. Invece a Michela molto di più (vincitrice del premio miglior interpretazione femminile al festival di San Sebastián ndr). Se avessi partecipato anche a Non essere cattivo avrei preso sicuramente di più.

 

Mi hai detto che anche tu eri dipendente dalla droga. Ti andrebbe di parlarmi della tua tossicodipendenza?

Molti attori e attrici di quel periodo sono cascati nella trappola dell’eroina. Ma negli anni 80 non c’era informazione. Chi cade nella trappola dell’eroina oggi è un imbecille, perché adesso si sa molto bene cosa l’eroina ha significato per tantissimi giovani.

Io ci sono cascata subito. A 17 anni sono andata via da casa e neanche tre mesi dopo ho cominciato a farmi di eroina. Per me era come un gioco. Prima la sniffavo, poi mi hanno detto che iniettarsela era più bello e molto più forte. Ma a vent’anni ho smesso, la mia dipendenza dall’eroina è durata 3 anni.

 

locandina Amore Tossico

 

Come ci sei riuscita?

Ho avuto la forza di smettere per amore. Perchè una persona con la quale stavo insieme mi disse “se tu continui a farti di eroina mi fai schifo”. Quando provai a smettere era agosto, faceva un caldo pazzesco e io l’ho passato sotto le coperte per i brividi che avevo, sentivo freddo a causa delle crisi di astinenza. Ho passato il mese a casa con i termosifoni accesi.

Poi, dopo tre o quattro anni sono caduta nel giro della cocaina. E la dipendenza da cocaina me la sono portata dietro per anni, anni e anni. C’ho messo molto di più a smetere con quella. Le canne invece non me le sono mai fatte, non mi piacevano. Ho sentito di recente che stanno “impiccando” un ragazzo che si è fatto una canna all’Isola dei Famosi. Ma che sarà mai? Poverino. Gli vogliono rovinare la carriera per una canna!

 

Flae Dissa

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