Le intimidazioni di CasaPound a giornalisti e redazioni

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A CasaPound non piacciono le critiche, e lo dimostra con la violenza.

Ieri notte verso l’una, diversi militanti di CasaPound avrebbero aggredito il direttore del giornale Il Futurista Filippo Rossi, reo di aver “ripetutamente diffamato il nostro movimento in maniera del tutto pretestuosa”, ha dichiarato il leader di CasaPound Gianluca Iannone su Facebook.

Per aver osato criticare il movimento neofascista in alcuni articoli, secondo le testimonianze raccolte, Filippo Rossi, che è anche uno dei principali collaboratori del presidente della Camera Gianfranco Fini, sarebbe stato aggredito da almeno una decina di militanti assieme al loro capo, Gianluca Iannone. Filippo Rossi sarebbe stato preso a schiaffi, pugni e calci anche una volta finito a terra.

L’aggressione è stata consumata nel centro storico viterbese, dove si svolgeva l’attività culturale “Caffeina”, della quale Rossi è il promotore. I militanti neofascisti, che indossavano delle magliette di CasaPound, hanno invaso la sede di Caffenia, e dopo una breve discussione, si sono avventati contro Rossi. Ad entrare sarebbero stati quattro di loro, mentre gli altri sarebbero rimasti all’esterno, per impedire che i volontari di Caffeina potessero entrare. Uno degli aggressori avrebbe anche staccato il porta bicchieri del contenitore dell’acqua per usarlo come arma.

Dopo l’aggressione, descritta nei particolari in un’intervista di Radio Capital, i fascisti del terzo millennio si sono allontanati come se nulla fosse accaduto, verso Porta San Pietro. La polizia è intervenuta subito dopo assieme ai carabinieri.

CasaPound non ha aspettato a rivendicare la spedizione punitiva. La violenza intimidatoria è stata definita dal presidente dell’associazione di estrema destra come un semplice “schiaffone futurista”. Dopo le botte, Filippo Rossi è finito al pronto soccorso e medicato per diverse contusioni.

“La cosa più brutta è che è stata invasa la sede di ‘Caffeina’, un luogo di allegria, in cui si dà vita a cose belle. Un luogo dove c’erano ragazzi di appena quindici anni. Il mio primo pensiero va proprio ai volontari di Caffeina. Alcuni hanno addirittura cercato di reagire. Un mondo lontanissimo ci ha invaso e aggredito”, ha dichiarato Filippo Rossi in seguito all’aggressione.

A solidarizzare con Filippo Rossi è il presidente della Camera Gianfranco Fini e anche Roberto Saviano con un tweet “La mia solidarietà a Filippo Rossi e a Caffeina, vittime di un’aggressione fascista, inspiegabile, ottusa e criminale”, ha scritto sul social.

Non è la prima volta che CasaPound promuove azioni di tipo intimidatorio per tentare di scoraggiare le critiche nei confronti del movimento e delle relative discutibili iniziative.

Prima si annunciano querele, come per chiunque osasse accostare il nome di CasaPound al killer di Firenze Gianluca Casseri, militante attivo del movimento neofascista. Poi, le intimidazioni: è accaduto ad Aosta, il 2 luglio di quest’anno. Alcuni militanti attaccano sulle vetrate della redazione de La Vallée Notizie, un quotidiano locale, uno striscione con su scritto “meglio cattivi che corrotti”. L’azione è stata commentata dall’Associazione Stampa Valdostana come un “inutile gesto intimidatorio, inaccettabile e gravissimo, nei confronti di giornalisti, che lede il principio della libertà di informazione e di espressione”.

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CasaPound sembra sbagliarne una dopo l’altra, cercando in mal modo di conciliare azioni intimidatorie assieme a discutibili azioni giudiziarie e vittimismo. Si cerca di far credere che il movimento “non riceve la stessa giustizia degli altri”. La grande mole di querele avviate dagli avvocati del movimento neofascista hanno tutte avuto percorso breve. In gran parte archiviate dai giudici per la loro inconsistenza.

 

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