La violenza quotidiana e silenziosa dello Stato

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Abbiamo sentito i discorsi di Angelino Alfano e Enrico Letta in risposta alle violenza che sono avvenute e stanno avvenendo sporadicamente ai margini delle manifestazioni dei “Forconi”. In un paese normale sarebbe un ragionamento logico e giusto – ma siamo in Italia e il messaggio è da contestualizzare.

La violenza è sbagliata, ma quello che lo Stato italiano sta facendo da anni, decenni alla popolazione più debole, ai giovani, agli anziani, ai disoccupati, ai disabili, come si deve chiamare?

Come si possono definire le politiche di uno Stato che taglia servizi ma aumenta le tasse, di uno Stato che regolarmente ruba ai più poveri e regala copiosamente ai potenti, di uno Stato che ignora situazioni di grave disagio in tutto il paese, di uno Stato che parla tanto ma che non fa, che si prende beffa della gente, di uno Stato che disprezza che la gente e il paese Italia stesso, di uno Stato che non è rappresentazione della volontà popolare, ma solo manifestazione della prepotenza e arroganza di pochi: faccendieri, mafiosi, corrotti, insomma il peggio dell’Italia.

In una situazione come questa, in cui regnano la disperazione e la rabbia, come si fa a dire a delle persone esauste e senza speranza di mantenere la calma, di non lasciarsi andare a violenze e di agire in modo civile, con uno Stato ipocrita che non esiste per la gente comune e se esiste assomiglia a un nemico ed è il primo a fare violenza sul cittadino inerme e impotente davanti a leggi, norme, tasse, ingiustizie ed ignoranza?

Perché 20 persone che tirano delle molotov contro un palazzo sono una cosa, ma 200.000 bambini che non hanno asili e a cui mancano servizi essenziali per una precisa responsabilità dello stato sono un’altra cosa ben più grave, meno mediatica delle molotov, ma in realtà la vera violenza.

Come pure i centinaia di migliaia di pensionati che stentano ad arrivare a fine mese, sempre per colpe direttamente attribuibili allo stato, chiaramente più nefasto degli sputi contro un palazzo di potere. La violenza della piazza, che tra l’altro è stata marginale, è una sciocchezza, un pochezza di fronte alle migliaia, milioni di ingiustizie perpetrate da questo stato: tante piccole e grandi situazioni che hanno conseguenze devastanti sulla realtà delle persone.

Letta e Alfano, con il largo consenso della della classe politica, si mostrano indignati per le bazzecole sopracitate, le violenze della piazza, ma non mostrano il minimo interesse per le violenze vere, che sono parte della realtà quotidiana di quest’Italia di inizio millennio e che richiederebbero risposte serie ed efficaci da parte della classe politica. Ciò che non sta avvenendo; non meravigliamoci.

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